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Marco Angelini
fiori di primavera - 2020 cm 30x30 tecnica mista

fiori di primavera - 2020
cm 30x30 tecnica mista

una cascata di fiori - 2020 cm 30x30 tecnica mista

una cascata di fiori - 2020
cm 30x30 tecnica mista

aria - 2018 cm 30x30 tecnica mista

aria - 2018
cm 30x30 tecnica mista

sole sospeso - 2018 cm 30x30 tecnica mista

sole sospeso - 2018
cm 30x30 tecnica mista

Solar Panels Cycle
La ricerca sulla scienza, da ormai diversi anni, influenza una parte della mia creazione artistica. Io lavoro nella stessa direzione di un ricercatore scientifico: indago, esploro, contamino. Prestando la mia arte alla scienza e prendendo da essa, faccio in modo che possano costruirsi nuovi paradigmi.
Ho creato queste opere soffermando la mia attenzione sull’osservazione del sole che alimenta i pannelli fotovoltaici. Un pannello fotovoltaico è un dispositivo composto da moduli a loro volta costituiti da celle fotovoltaiche. In alcune opere ho assemblato su tela parti di pannelli fotovoltaici e su altre opere ho inserito singole celle fotovoltaiche. Mi piace farvi leggere un estratto della critica “Il valore nascosto del cielo” di Giusy Emiliano.
Angelini sofferma la sua ricerca sull’osservazione del sole che alimenta i pannelli fotovoltaici adoperando un sincronico sguardo indagatore sul tema ambientale.
I dispositivi narrativi di Marco Angelini sono il risultato di un intervento artistico effettuato su parti di pannelli fotovoltaici in disuso. Essi nella loro legittima funzione, “rubano” raggi solari per essere trasformati e utilizzati come energia elettrica… Angelini intuisce che il materiale da “rifiuto” possa ampliare il dialogo sulla sostenibilità ambientale e la conseguente proposizione della relativa dismissione.
Gli scarti di un pannello fotovoltaico sono cristallizzati sulla tela e multiformi tagli prismatici riflettono effetti di luce restituendo vita al materiale. Il rifiuto speciale assume una connotazione nuova da cretto a opera materica multiforme. I colori e le stratificazioni completano l’opera nell’equilibrio pittorico restituendo armonia e sintesi. La luce del sole illumina aspetti diversi perché gioca un ruolo attivo nella narrazione di luci e ombre.
Statement
Il mio percorso artistico è ricco di viaggi e brevi vissuti all'estero, che considero fonte infinita di informazioni ed esperienze. Attualmente mi divido tra Roma e Varsavia. Sociologo di formazione e artista nella vita, ho scelto le grandi città per comprendere in che modo la gente sia coinvolta nel processo di trasformazione costante che le caratterizza. Sono interessato ai fenomeni urbani, alle culture e (soprattutto) sub-culture che si creano nelle metropoli del mondo, ma anche alla tecnologia moderna che, dal mio punto di vista, non rende la gente più connessa all’ambiente ma apre nuove strade di condivisione e stimoli e nuove forme di espressione artistica. La mia ricerca espressiva è dominata dalla materia. A volte i materiali diventano la superficie pittorica sostituendosi alla tela, come nel caso del polistirolo, dell’alluminio o del ferro. Altre volte sono materiali di riciclo (carta, cellophane, chiodi, viti, nastri di registrazione, pellicole fotografiche) che diventano parte dell’opera. Gli oggetti comuni che imprimo sulle tele sono semplici e hanno una loro storia, perché nati per l’utilizzo e vissuti da qualcuno, chissà in quale spazio e tempo. Rifletto a lungo per decidere come sistemare gli oggetti sulla superficie o quali materiali scegliere, ma poi il processo di creazione è rapido, anche se spesso avviene a più riprese. Considero il mio processo creativo fisico oltre che mentale, poiché gli oggetti e i materiali che utilizzo sono destinati nel tempo a trasformarsi come i metalli che si ossidano, la ruggine che avanza e le colle viniliche che, cambiando colore, individuano nuove possibilità espressive. Oggi, in un mondo che corre e consuma senza digerire, non rimane che il rifiuto e pongo perciò l’accento sulla necessità di non considerare “scarto” elementi e oggetti che hanno perso soltanto il loro “simulacro di modernità”. Per questo motivo li assemblo nelle opere, ricordando che siamo chiamati a fare “gesti” e - come consumatori - ogni scelta è una presa di posizione. Nelle mie opere gli oggetti scartati dalla società (ma appunto non digeriti) acquisiscono una vita più duratura e una loro dignità estetica. Cristallizzati nei miei lavori, gli oggetti testimoni della tecnologia del passato - vecchi telefoni cellulari, carica batterie, lampadine, spine e placche elettriche, schede madri di computer - potranno essere visibili per le generazioni future. Ci sono anche palette e rastrelli per bambini, palle da tennis alterate nei colori originari, fili di lana, gocce di cristallo di lampadari anni 60, utensili da cucina, spugne per lavare i piatti, guarnizioni di caffettiere, vecchi autoradio, orologi, spazzolini: un caleidoscopio di oggetti che ci ricordano
Bio
Marco Angelini, nato a Roma nel 1971, vive e lavora tra Roma e Varsavia. Le opere di Marco Angelini sono state acquisite da diversi collezionisti ed una di esse fa parte della prestigiosa collezione privata della Fondazione Roma (Palazzo Sciarra). Ha realizzato, dal 2006 ad oggi, varie mostre personali in Europa (Roma, Milano, Varsavia, Cracovia, Londra, Bratislava) e partecipato a collettive presso spazi pubblici e gallerie private a New York, Washington DC, Tel Aviv, Varsavia, Zamość, Stettino, Monaco di Baviera, Essen, Londra, Bruxelles, Roma. Tra le sue mostre segnaliamo la partecipazione nel 2011 alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Italia nel mondo) grazie al supporto dell’Istituto Italiano di cultura di Varsavia; Speculum, nel 2015, mostra personale a Roma presso il Museo Carlo Bilotti a cura di Raffaella Salato, la partecipazione a Stettino nel 2016 al festival di arte contemporanea 11. MFSW inSPIRACJE / Oksydan, a cura di Lena Wicherkiewicz; mostra dell’installazione Solchi Urbani al Museion di Bolzano nel 2017 (Passage di Museion), Lo spazio del sacro, mostra personale al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza di Roma nel marzo del 2018, a cura di Raffaella Salato; La memoria delle forme, nel mese di Novembre 2019, mostra personale a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, realizzata in occasione della 15° Giornata del Contemporaneo, organizzata dall’ Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Algeri, in collaborazione con il Ministero della Cultura presso il museo Bastion 23 - Palais des Raïs di Algeri. E' rappresentato ad Abu Dhabi da Novus Art Gallery.
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